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5 modi per scoprire la Valle dei Forni
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5 modi per scoprire la Valle dei Forni

Tra ghiacciai, sentieri, storia e avventura in alta quota.

Nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, sopra Santa Caterina Valfurva, la Valle dei Forni si apre come un grande anfiteatro naturale dominato dal Ghiacciaio dei Forni e dalle cime del gruppo Ortles-Cevedale. Rocce levigate, morene, torrenti glaciali e valloni raccontano una storia scritta dal ghiaccio e dal tempo.

Ma qui il paesaggio non parla soltanto di geologia. Tra i sentieri emergono anche tracce della Prima guerra mondiale, mentre rifugi e percorsi d'alta quota ricordano che questa valle è da sempre una delle porte d'ingresso al mondo dell'alpinismo.

La Valle dei Forni si può attraversare in molti modi. Si può camminare lentamente, osservando ciò che il ghiacciaio ha lasciato sul terreno, oppure cercare la verticalità sulla roccia. Si possono seguire le tracce di chi oltre un secolo fa viveva e combatteva quassù, o puntare ancora più in alto, verso le cime. 

Ecco 5 modi per vivere la Valle dei Forni.

1. Camminare ai piedi di un gigante: il Ghiacciaio dei Forni

Nella Valle dei Forni il ghiacciaio fa da protagonista e non soltanto da sfondo.

Per scoprire la valle si possono seguire i Sentieri Glaciologici dei Forni, nella variante alta o bassa. Si tratta di due percorsi differenti che partono dalla zona del Rifugio Forni e permettono di avvicinarsi alla fronte del ghiacciaio seguendo percorsi differenti, con il massiccio Ortles-Cevedale sempre davanti agli occhi. 

Camminare qui significa soprattutto imparare a leggere il paesaggio.

Osserva i depositi di detriti lungo i versanti, le rocce modellate dal ghiaccio, i piccoli corsi d'acqua e gli spazi che fino a non molto tempo fa erano occupati dalla massa glaciale. Ogni elemento racconta l'evoluzione della valle e rende visibile la forza con cui i ghiacciai hanno modellato queste montagne.

Sul Sentiero Glaciologico basso, ad esempio, si passa vicino a un piccolo lago nella zona raggiunta dalla colata del ghiacciaio poco più di un secolo fa: un dettaglio che aiuta a percepire concretamente quanto questo ambiente sia in continua trasformazione.

Qui la geologia non appartiene solo al passato. La trasformazione è ancora in corso.

2. Attraversare i ponti tibetani

Poi, a un certo punto, il sentiero cambia forma. 

Sotto i tuoi piedi scorre l'acqua proveniente dal ghiacciaio. Davanti, il profilo delle montagne. Intorno, solo roccia, cielo e il rumore del torrente.

Sul Sentiero Glaciologico alto alcuni ponti sospesi permettono di attraversare il torrente Frodolfo e rendono questo tratto uno dei più emozionanti e scenografici della Valle dei Forni.

I ponti consentono di superare i corsi d'acqua alimentati dalla fusione glaciale e di osservare ancora più da vicino la morfologia viva della valle. Acqua, ghiaccio e roccia sono strettamente collegati tra loro e continuano a modificare il paesaggio stagione dopo stagione.

Attraversarli significa trovarsi, per qualche istante, sospesi sopra un ambiente in continua evoluzione. 

3. Provare la nuova Ferrata Jacopo Compagnoni

Dal 2026 c'è un modo nuovo per conoscere la Valle dei Forni: affrontarla in verticale.

La nuova Ferrata Jacopo Compagnoni si sviluppa sugli speroni rocciosi nell'area tra il Rifugio Forni e il Rifugio Branca, ai piedi delle grandi pareti glaciali dell'Ortles-Cevedale. È un percorso moderno articolato in due sezioni, pensato anche come possibile avvicinamento al mondo delle vie ferrate alpine per chi possiede già familiarità con l'ambiente montano e utilizza correttamente l'attrezzatura specifica.

Gradini, placche, traversi e tratti più esposti cambiano continuamente la prospettiva sulla valle.

Qui il paesaggio si scopre in modo diverso: non più soltanto percorrendolo, ma seguendo direttamente le forme della roccia mentre, alle spalle, lo sguardo si apre sul ghiacciaio.

La via ferrata è classificata EEA e richiede casco, imbrago e kit da ferrata omologato. Se non hai esperienza o vuoi affrontarla con maggiore consapevolezza, puoi scegliere di percorrerla accompagnato dalle Guide Alpine.

Un'esperienza adrenalinica, certo. Ma soprattutto un nuovo punto di vista su uno degli ambienti più spettacolari dell'Alta Valtellina.

4. Camminare nella storia della Guerra Bianca

Oggi nella Valle dei Forni il silenzio è interrotto soprattutto dall'acqua, dal vento e dai richiami degli animali.

Un secolo fa, su queste montagne, la realtà era molto diversa.

Durante la Prima guerra mondiale il fronte attraversava anche le alte quote del gruppo Ortles-Cevedale. Soldati e reparti militari operarono in condizioni estreme, spesso oltre i 3.000 metri, tra neve, ghiaccio e temperature rigidissime: una pagina di storia passata alla memoria come Guerra Bianca.

Le sue tracce sono ancora presenti nel paesaggio.

Lungo il Sentiero Glaciologico alto puoi incontrare resti di postazioni militari, mentre altri itinerari della zona conducono tra trincee, mulattiere e testimonianze lasciate dal conflitto.

È proprio il contrasto a rendere questi luoghi così intensi.

Dove oggi cammini osservando un ghiacciaio e fermandoti davanti al panorama, uomini giovanissimi hanno vissuto mesi durissimi in un ambiente che poteva essere pericoloso quanto il combattimento stesso. 

La montagna conserva le tracce del ghiaccio, ma anche quelle dell'uomo.

5. Entrare nel mondo dell'alta montagna

A un certo punto, qualunque sentiero tu abbia scelto, fermati e alza lo sguardo.

La Valle dei Forni è circondata dall'alta montagna. Davanti a te non ci sono soltanto vette da fotografare, ma uno dei grandi territori alpinistici delle Alpi, dominato dal gruppo Ortles-Cevedale.

E qui la prospettiva cambia.

Ciò che per l'escursionista è un profilo innevato all'orizzonte, per l'alpinista diventa una cresta da seguire, un ghiacciaio da attraversare, una cima da raggiungere.

Dalla Valle dei Forni partono infatti itinerari alpinistici diretti verso alcune delle grandi montagne dell'area, tra cui il Monte Cevedale. I rifugi, in questo caso, non rappresentano più soltanto una meta per una pausa, ma diventano basi d'appoggio per numerose ascensioni nel gruppo Ortles-Cevedale: punti di incontro tra escursionisti e alpinisti e luoghi da cui partire al mattino presto per affrontare pareti, ghiacciai e cime.

Perché la Valle dei Forni può essere il punto di arrivo di una passeggiata oppure l'inizio di qualcosa di molto più grande.

Se vuoi andare oltre...

La Valle dei Forni può essere anche il punto di partenza, o una tappa, di itinerari più lunghi.

Il Giro del Confinale collega la zona dei Forni alla Val Zebrù in un trekking di più giorni, passando anche dal Passo Zebrù, a oltre 3.000 metri. Il Sentiero Confinale, parte del Bormio 360 Trekking, attraversa invece il versante della montagna collegando la zona del Rifugio Forni alla Val Zebrù lungo un percorso di circa 21 chilometri.

Per chi cerca un'esperienza ancora più impegnativa c'è poi l'Ortles Haute Route, un grande itinerario d'alta montagna che compie un lungo anello intorno all'Ortles attraversando alcuni degli ambienti più spettacolari del Parco Nazionale dello Stelvio, tra cui la Val Zebrù e l'area del Rifugio Pizzini, per poi proseguire verso l'Alto Adige e rientrare a Bormio. È un percorso riservato a persone molto allenate ed esperte nella frequentazione dell'ambiente alpino.

Rifugio Forni Trincee Rif Branca Gm 25 01482
Inaugurazione Ferrata Forni Gm 26 03008
Hh Forni Gm 25 00478
Santacaterinavalfurva Valle Dei Forni

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