Lasciata l’auto si percorre il Sentiero del Sole che, attraversando la valle di Bianzone, raggiunge il maggengo gemello di Bratta, sul suo lato opposto e sempre in comune di Bianzone. La valle ha un cuore ombroso ed un po’ inquietante, (la leggenda della strega di Bianzone è ambientata proprio qui), ma l’attrezzatura del sentiero ci aiuta ad affrontarlo con animo più sereno. In molti punti il sentiero, infatti, è pregevolmente scalinato, e nei punti esposti le corde fisse offrono la necessaria sicurezza. Superiamo così, dopo un primo traverso, la valle delle Gande, per poi raggiungere il solco principale del torrente Valle, a quota 861.
Attraversato il torrente, dobbiamo sormontare l’aspro fianco di uno speroncino roccioso, aiutati dalle corde fisse, per poi guadagnare gradualmente luoghi più tranquilli, in un bel bosco di castagni, anche se un paio di altri passaggi, resi più insidiosi da microsmottamenti del terreno, sono serviti da corde fisse. Alcuni ruderi di baite, (Cà dei Gagiot e Giambun) ancora imponenti nel loro orgoglio ferito, annunciano che il maggengo di Bratta non è lontano.
Sbuchiamo, infatti, alle baite più occidentali del paesino, a quota 973, e da qui scendiamo alla strada asfaltata che sale a Bratta da Bianzone, appena sotto il cimitero e le baite della contrada Valbuzzi.