La Valle di Fraele, oltre a dare accesso al passo alpino di Fraele lungo l’antica via Imperiale d’Alemagna, rappresentava un fondamentale punto di controllo del territorio, come testimoniano i resti delle Torri omonime; qui si praticava anche l’estrazione del ferro fino al XX secolo.
Nella zona di S. Giacomo, dove ora si trova il secondo lago, esisteva un piccolo nucleo abitativo, destinato a ospitare pastori, boscaioli e contadini nei mesi meno rigidi e, poco distante, sorgeva anche la piccola chiesa di S. Giacomo di Fraele con il suo hospitalis destinato ad accogliere i viandanti.
Tutte queste strutture, dagli anni Quaranta e Cinquanta, vengono periodicamente sommerse dall’acqua del lago di San Giacomo, sorto in seguito alla costruzione della diga, per irreggimentare le acque dell’Adda per la produzione di energia idroelettrica.
Dal 2023, approfittando dei periodi di abbassamento del livello del lago, sono cominciate a riemergere le strutture murarie che hanno riportato l’attenzione sul piccolo abitato sommerso, e hanno attivato un percorso di conoscenza e di recupero su iniziativa e coordinamento del Parco Nazionale dello Stelvio, dell’allora Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio e con il supporto del Corpo Forestale del Nucleo Carabinieri Parco Valdidentro.
La Chiesa di S. Giacomo di Fraele
Documentata fin dal 1287, era collocata sull’antica “via lunga di Venosta” (la cosiddetta via del sale e del vino). A navata unica, lunga e stretta con solo due finestre sul lato sud, la chiesa presentava una loggia sopra l’ingresso, da cui i padri di famiglia assistevano alle funzioni, e un campanile da cui si accedeva dalla navata e aperto verso valle (costruito dopo il 1609).
L’abside, a pianta pentagonale, era sicuramente affrescata in base a testimonianze del XVIII secolo, ma dai documenti non si ottengono attualmente altre informazioni su epoca e caratteri della decorazione. Fin dal XIX secolo, gli affreschi erano stati ricoperti con una scialbatura, uno strato di intonaco bianco, tranne che dietro l’altare, talmente vicino alla parete da impedirne l’intonacatura.
A seguito della rimozione degli scialbi per l’azione dell’acqua, la decorazione pittorica è tornata alla luce, scoprendo, lungo la base della parete dell’abside, una decorazione che simula il rivestimento con marmi. La parte superiore della volta era sicuramente figurata, essendo stati trovati tra i detriti alcuni frammenti che raffigurano angeli e santi.
Interventi di recupero e creazione del Museo della Valle di Fraele
Nel 2023, è stato avviato il recupero dei dipinti murali dell’antica chiesa di San Giacomo di Fraele, di cui ad oggi in loco si conservano i muri perimetrali fino a un’altezza massima di 160 cm.
Il degrado dei dipinti, dovuto all’azione dell’acqua, era molto avanzato e in continua progressione e pertanto, nel mese di novembre 2023 e fra luglio e novembre 2024, gli affreschi sono stati distaccati per scongiurare la perdita totale delle decorazioni.
Dal giugno 2025, sono sottoposti a un complesso lavoro di restauro e, una volta completato, verranno collocati su pannelli di supporto, in modo da potere ricostruire la decorazione pittorica com’era al momento della riscoperta.
Gli affreschi saranno resi visibili al pubblico in uno spazio dedicato recuperando un edificio posto a breve distanza dalla chiesa dove nascerà il Museo della valle di Fraele, luogo di memoria e di narrazione della storia della valle.