Una linea che segue i tornanti, accelera come un battito e prende forma nella pietra. Battito Stelvio nasce dall’incontro tra arte, montagna e ciclismo e porta sul Passo dello Stelvio un nuovo segno capace di raccontare la storia e l’identità di uno dei luoghi simbolo delle Alpi.
L’opera in marmo apuano dell’artista Marco Alberti è stata donata al Comune di Bormio in occasione del Bicentenario della Strada dello Stelvio (1825–2025).
Un girino, i tornanti dello Stelvio e il battito della salita
La forma di Battito Stelvio richiama un girino stilizzato. La sua coda riprende, come in una visione dall’alto, la sequenza dei celebri tornanti della Strada dello Stelvio e, allo stesso tempo, il tracciato di un battito cardiaco: quello che accelera durante la salita, scandisce la fatica e accompagna l’emozione di raggiungere il passo.
Il riferimento conduce anche al Giro d’Italia, profondamente legato alla storia dello Stelvio: nel linguaggio ciclistico, infatti, i corridori del Giro vengono chiamati “girini”. Nel 2025 una versione dell’opera, realizzata come Premio Speciale del Bicentenario, è stata assegnata a Isaac Del Toro, Maglia Rosa e vincitore della tappa San Michele all’Adige–Bormio.
Ma il girino è anche simbolo di metamorfosi. Nei piccoli laghi glaciali del Passo dello Stelvio è possibile osservare questo anfibio durante la sua trasformazione, un processo naturale che diventa metafora di una montagna in continuo mutamento.
Attraverso il marmo e la forma, l’opera mette così in dialogo la storia geologica della montagna, il lavoro dell’uomo, la cultura dei mestieri, il movimento e il rapporto tra chi attraversa questi luoghi e il territorio che li accoglie.
Un’opera da vivere
Battito Stelvio non è pensata soltanto per essere osservata.
Un piccolo podio posto alla base della coda invita il visitatore a entrare nella composizione: salendo sulla piattaforma e alzando le braccia verso il cielo, la persona completa idealmente il movimento della scultura e crea una continuità visiva tra il marmo, il corpo e il paesaggio.
Il visitatore diventa così parte dell’opera, in un gesto che racconta la montagna non soltanto come luogo da attraversare o conquistare, ma come spazio di relazione, cultura, memoria e trasformazione.
“Battito”: la poesia che accompagna l’opera
Ad accompagnare il progetto è anche una poesia, “Battito”, che traduce in parole alcune delle immagini racchiuse nella scultura: il respiro corto della salita, le curve dello Stelvio, la pietra, il vento, i ghiacciai e il silenzio delle alte quote.
Battito
Potrei amare immaginare
ambire la mia brama
sulle curve lente dei tornanti
porre nel gioco
il fiato corto dell’ascesa
Mentre il cuore si contrae
la mia scaglia corre
leviga sull’asfalto
la sua ombra
il proprio vento
Polvere
Sul Passo
il mio che sale
il suo che scende
Si potrebbe fermare?
Forse troppo tardi
L’amore non fugge
qualcosa lo attende
La pellicola riflette
il suo bagliore
sui ghiacciai sulle vette
nella tersa scia di una notte
Un’illusione?
Forse
Ciò che resta
Così assorta la pietra
Nella sua moltitudine di forme
rinvenir tra le creste
le sue pianure
respira il tacere
nell’inafferrabile
nella solitudine
nella pioggia che trascorre
l’eco di chi chiede
Battito
Dove?
Stelvio
La montagna diventa qui una sorta di dialetto universale: un linguaggio fatto anche di silenzi, distanze e attese, capace di trasformare ogni vetta in un luogo di cultura, incontro e memoria prima ancora che di conquista.
La direzione artistica del progetto è di Marco Alberti, con il coinvolgimento dell’Associazione Culturale Case Carpano + Rubbia.
L’inaugurazione al Passo dello Stelvio
Battito dello Stelvio sarà inaugurata sabato 12 settembre 2026 alle ore 11.30 al Passo dello Stelvio, alla presenza dello scultore Marco Alberti.
L’appuntamento offrirà l’occasione per scoprire da vicino l’opera e il percorso creativo che ne ha accompagnato la realizzazione, proprio nel paesaggio che ne ha ispirato forme e significati.
Un progetto condiviso
La realizzazione di Battito dello Stelvio è stata possibile grazie al contributo di istituzioni, associazioni, imprese, professionisti e persone che hanno creduto nel progetto.
Un ringraziamento va al Comune di Bormio, Comune di Massa, Comune di Carrara, Comune di Seravezza, Provincia di Massa-Carrara, ANAS, Bormio Tourism, Parco Nazionale dello Stelvio, Parco Regionale delle Alpi Apuane, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Associazione Culturale Case Carpano + Rubbia.
Un contributo prezioso è arrivato inoltre da Fratelli Soldati Luca e Mauro, Fratelli Giorgini S.r.l., Fratelli Nardi Piero e Giuliano, Turba Cava Roma S.r.l., Viva IT S.r.l., Trasporti Marmo Perlina S.r.l., Galzenati Traspecial, Vetrugno Marmi di Vetrugno Roberto & C. S.a.s. e Mario Sanguanini S.n.c.
Un sentito ringraziamento va infine ad Antonio Antonioli e a tutte le persone che, con il proprio tempo, la disponibilità e l’impegno, hanno contribuito alla realizzazione del progetto.
Un nuovo segno nel paesaggio dello Stelvio
Da duecento anni la Strada dello Stelvio accompagna chi sale verso il passo lungo una sequenza di tornanti entrata nell’immaginario della montagna.
Battito dello Stelvio aggiunge un nuovo segno a questa storia: un’opera che unisce marmo, paesaggio, ciclismo e trasformazione, invitando chi arriva al passo a fermarsi, osservarla e diventarne, per un momento, parte.
Scopri Battito dello Stelvio e il suo dialogo con uno dei paesaggi più iconici delle Alpi.