L'avventura inizia già sulla Strada Provinciale Trivulzia: anche gli 800 metri che precedono il bivio per la Valbodengo presentano caratteristiche di salita per chi proviene da Colico. Al cruciale bivio prima del ponte sul torrente Crezza, una svolta a sinistra verso Valbodengo segna l'ingresso in un mondo diverso.
Il primo tratto attraverso Gordona offre ancora un respiro di sollievo con pendenze modeste fino al chilometro 1,5. Ma dalle ultime case del paese, la montagna inizia a mostrare i suoi denti: le pendenze si fanno progressivamente più impegnative fino a quando, all'imbocco della strada consortile, inizia il vero confronto con la verticalità alpina.
La pendenza media sfiora un impressionante 12% in un crescendo drammatico. Sei tornanti scandiscono questo tratto spietato dove la strada non concede mai tregua, mantenendosi ostinatamente sopra il 10%. Le rampe più feroci si manifestano al chilometro 3 (14%) e raggiungono l'apice al chilometro 5 con punte fino al 16% che mettono alla prova anche i ciclisti più allenati.
In corrispondenza della trattoria, un panorama mozzafiato sulla Valchiavenna e sull'imponente mole del Pizzo di Prata offre la giusta ricompensa per la fatica sostenuta. Fortunatamente, il settore più impervio rimane alle spalle.
Superato il tratto più difficile, la salita presenta ancora segmenti impegnativi (11% al km 7,2, 13% al km 9) ma tutti di breve durata, quasi degli scatti finali verso la liberazione. I momenti più suggestivi arrivano quando la strada corre a mezzacosta, regalando passaggi mozzafiato sul famoso canyon sottostante.
Non è raro imbattersi in gruppi di canyoning equipaggiati con mute e corde, pronti a cimentarsi in questa affascinante disciplina di cui la Valbodengo rappresenta un campo di prova ideale. L'ambiente selvaggio, caratterizzato da alcuni tratti dissestati e dalla presenza di una breve galleria parafrane (attenzione ai cartelli che vietano il transito in condizioni meteorologiche avverse), aggiunge un tocco di avventura autentica.
Raggiungendo le prime frazioni della valle, l'ambiente si trasforma radicalmente. A partire da Pra Pince, il paesaggio si apre in scenari più dolci e accoglienti. Il torrente Boggia scorre placidamente sulla sinistra, accompagnando il ciclista fino all'arrivo a Bodengo, un piccolo villaggio di rara bellezza, anticipato dalla caratteristica chiesa di San Bernardo.
Per i più avventurosi, oltre Bodengo (con passaggi al 14%) è necessario guadare il torrente: la strada asfaltata termina dopo meno di un chilometro in un luogo anonimo, ma ha saputo mantenere intatto l'aspetto di un tempo.
L'itinerario, ad eccezione dei primi due chilometri, si snoda interamente all'ombra di fitti boschi di castagni, offrendo una preziosa protezione dal sole e numerose fontane caratteristiche per dissetarsi lungo il percorso.
Nota importante: per percorrere la strada consortile in automobile è necessario munirsi di un apposito permesso a pagamento presso il bar vicino alla chiesa. Il traffico, benché la strada sia a pagamento, può creare qualche fastidio nei weekend estivi, considerando anche le dimensioni ridotte della carreggiata.
Gli scalatori più audaci e gli amanti delle pendenze impossibili potranno cimentarsi in questo percorso alternativo: oltrepassata la trattoria, svoltare a destra e, superata la sbarra dopo il primo tornante, affrontare una vera e propria parete di asfalto che conduce fino a 1.116 metri di altitudine.
Questo tracciato rappresenta un balzo verticale di 360 metri lungo 2,9 chilometri di puro masochismo ciclistico: 13 tornanti con pendenza media superiore al 12% e punte del 20% che sfidano le leggi della fisica e della resistenza umana. L'unico neo di questa variante estrema è che attualmente la strada termina in un luogo anonimo, a poche centinaia di metri dall'alpeggio di Orlo, rendendo l'impresa fine a se stessa ma tremendamente affascinante per chi cerca l'emozione pura della verticalità assoluta.