Una passeggiata tra le vie del centro di Chiavenna per ammirare palazzi storici, musei e negozi è sicuramente un’ottima idea prima di mettersi in sella alla bicicletta.
Lasciato il cuore della cittadina si inizia a salire in quota affrontando un primo tratto in pendenza all’altezza del nucleo di Bette.
Si prosegue in salita affiancando il Torrente Liro attraversando gli abitati di San Giacomo Filippo, Gallivaggio con il Santuario dedicato all’apparizione del 10 Ottobre 1942, Lirone e Cimaganda.
Giunti alla piana di Campodolcino si affronta un tratto pianeggiante prima di percorrere gli storici dieci tornanti che portano a Pianazzo. Durante il percorso si avrà la possibilità di ammirare la cascata con un salto di 180 metri. Poco dopo si incontra il bivio che a destra conduce alla rinomata stazione turistica di Madesimo, mentre a sinistra iniziano i tornanti e le gallerie degli Andossi da dove si gode di un bel panorama su tutta l’alta Vallespluga. Si giunge poi al lago artificiale di Montespluga, al paesino omonimo e agli ultimi ripidi tornanti che salgono fino al Passo Spluga.
Per molti secoli il passo dello Spluga vide il transito incessante, in ogni periodo dell’anno, di viandanti, bestie da soma, carri e carrozze. Poco tempo dopo la costruzione della strada dello Spluga, nel 1823, a scopi di sicurezza durante il periodo invernale, fu edificata l’importante galleria paravalanghe a sud del casello daziario. Essa rappresenta oggi una delle ultime testimonianze del massiccio impegno a livello di opere stradali intrapreso nel XIX secolo per tenere testa ai pericoli dell’inverno.
Ritrovamenti dell’età del bronzo e del ferro indicano che il Passo dello Spluga è stato percorso già in epoca preistorica. Il nome “spluga” è abbastanza comune in Valchiavenna e sta ad indicare le località di montagna; deriva da “spelu(n)ca”, cioè spelonca, grotta.