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Bormio è stata protagonista dei XXV Giochi Olimpici Invernali
Bormio è stata protagonista dei XXV Giochi Olimpici Invernali, accogliendo atleti da oltre 90 nazioni e portando nel cuore delle Alpi l’energia più pura dello sport.
Sulla leggendaria pista Stelvio, tra le più affascinanti e tecniche al mondo, è stata scritta una nuova pagina di storia olimpica. Giorno dopo giorno, tra medaglie, bandiere e piazze gremite, Bormio ha vissuto un evento straordinario, capace di unire comunità, tifosi e atleti in un’unica grande emozione.
Dalla cerimonia di apertura a Milano fino alla chiusura a Verona, lo spirito olimpico ha attraversato il territorio, lasciando un’eredità fatta di entusiasmo, visibilità internazionale e orgoglio condiviso.
La Pista Stelvio
Icona della velocità e della tecnica, la pista Stelvio ha confermato il suo ruolo tra le grandi protagoniste dello sci mondiale.
Con i suoi 3.186 metri di lunghezza e 987 metri di dislivello, ha ospitato le competizioni olimpiche maschili di sci alpino e il debutto storico dello sci alpinismo. Passaggi leggendari come il salto di San Pietro sono diventati il palcoscenico di imprese memorabili, consacrando ancora una volta Bormio tra le capitali della velocità.
La Stelvio non è stata solo una pista: è stata teatro di emozioni, sfide al centesimo e momenti destinati a restare nella memoria collettiva.
Sci Alpino
Lo sci alpino, disciplina simbolo dei Giochi Invernali sin dal 1936, ha trovato sulla pista Stelvio uno scenario all’altezza della sua storia.
Le gare maschili hanno regalato momenti indimenticabili: il doppio podio azzurro nella discesa libera, l’intensità delle sfide in Super-G, Gigante e Slalom, e una partecipazione di pubblico straordinaria lungo tutto il tracciato.
Ogni competizione ha accolto oltre 7.000 spettatori, trasformando la Stelvio in un’arena naturale capace di unire tifo, adrenalina e passione sportiva in un’atmosfera unica.
Ogni giornata di gara ha reso Bormio il centro della scena internazionale, dove talento, coraggio e tecnica si sono incontrati sotto lo sguardo del mondo.
Lo sci alpinismo ha scritto la storia a Bormio
Per la prima volta disciplina olimpica, lo skimo ha fatto il suo debutto ufficiale proprio sulla pista Stelvio, entrando nel programma dei Giochi Invernali e aprendo una nuova era per questo sport.
Le finali sprint e la staffetta mista hanno portato in scena ritmo, strategia e spettacolo, in un contesto di grande partecipazione: tra 4.000 e 5.000 spettatori per ogni gara hanno seguito dal vivo il debutto olimpico dello skimo, confermando l’entusiasmo crescente attorno a questa disciplina.
Sulla neve della Stelvio è nata una nuova pagina dei Giochi: da Bormio, lo skimo ha iniziato la sua storia olimpica davanti al mondo intero.
Il passaggio della Fiamma: l’inizio di tutto
Il 31 gennaio Bormio ha accolto il Viaggio della Fiamma dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, in una giornata carica di simboli e significato.
La staffetta ha preso il via dallo Stelvio Ski Center: giovani atleti hanno portato la Fiamma con gli sci d'alpinismo lungo il tracciato olimpico, consegnandola poi ad altri giovani atleti che l’hanno riportata a valle sugli sci da discesa. Un gesto potente, capace di unire idealmente le due discipline protagoniste dei Giochi a Bormio: lo sci alpino e il debutto storico dello sci alpinismo.
Ai piedi dell’iconica pista Stelvio, accompagnata da 34 tedofori, la Fiamma ha attraversato il Ponte di Combo, ha raggiunto Piazza Cavour dove è stato acceso il braciere olimpico tra applausi e commozione, per poi proseguire lungo Via Roma verso Valdisotto, immersa in uno scenario naturale di straordinaria bellezza.
È stato il momento che ha acceso ufficialmente l’attesa. Da lì in avanti, Bormio ha iniziato a vivere la sua Olimpiade.
Il doppio podio azzurro nella regina delle discipline
La discesa libera, disciplina madre dello sci alpino, ha acceso subito l’entusiasmo italiano.
Sulla Stelvio l’Italia ha aperto i Giochi con un doppio podio memorabile: l’argento di Giovanni Franzoni, a soli 20 centesimi dall’oro, e il bronzo di Dominik Paris, conquistato proprio sulla pista che più di ogni altra ha segnato la sua carriera.
È stata una giornata carica di tensione e orgoglio, con il pubblico in piedi lungo il tracciato e l’eco dell’inno svizzero a suggellare la vittoria di Franjo Von Allmen. Un inizio potente, simbolico, che ha dato il tono a tutta l’avventura olimpica di Bormio.
La medaglia che ha fatto la storia: il primo oro del Brasile
Tra le immagini destinate a restare nella memoria collettiva c’è quella di Luca Pinheiro Braathen.
Sulla Stelvio ha firmato una delle imprese più significative dell’intera edizione: diventare il primo brasiliano di sempre a conquistare una medaglia ai Giochi Invernali, imponendosi nello slalom gigante. Un risultato storico, costruito con due manche straordinarie e una vittoria netta su avversari di primissimo livello.
Non è stata solo una medaglia d’oro. È stato un momento che ha allargato i confini degli sport invernali, dimostrando che le Alpi possono essere il palcoscenico di storie capaci di attraversare oceani.
Anche la fragilità fa parte dei Giochi
Tra le immagini più intense di Bormio 2026 c’è quella di Atle Lie McGrath. Il talento norvegese guidava lo slalom dopo la prima manche sulla Stelvio. L’oro sembrava a un passo. Poi, nella seconda discesa, un’inforcata ha interrotto il sogno. Pochi istanti, e la tensione accumulata in anni di lavoro si è trasformata in silenzio. McGrath si è allontanato dalla pista, entrando nel bosco ai margini del tracciato, lontano da telecamere e rumore.
Nei giorni successivi ha condiviso parole che hanno colpito il mondo dello sport: non si gareggia solo per vincere, ma per sentire qualcosa di vero. Ha parlato di dolore e orgoglio, di rabbia e felicità, definendo ciò che stava vivendo una “bellissima tristezza”, quella che nasce quando qualcosa conta davvero.
A Bormio non si sono viste solo medaglie e record. Si è visto anche il lato più umano dello sport: la vulnerabilità, la pressione, la capacità di rialzarsi. E forse è anche questo che rende i Giochi indimenticabili.
Casa Svizzera festeggia 8 medaglie a Bormio
Se la Stelvio è stata il teatro delle imprese, il centro storico è stato il cuore pulsante delle celebrazioni.
La House of Switzerland, allestita nel cuore di Bormio, è diventata un punto di ritrovo per tifosi e turisti: maxi schermo, bandiere, cori, emozioni condivise. Ogni medaglia conquistata dalla squadra svizzera veniva accolta con entusiasmo, trasformando le vie del centro in un’estensione naturale della pista.
La nazionale maschile elvetica ha scritto numeri da record, conquistando otto medaglie su quindici in palio sulla Stelvio, con Franjo Von Allmen protagonista assoluto tra discesa e super G e Loïc Meillard oro in slalom. Anche nello sci alpinismo la Svizzera ha brillato, portando a casa l’oro nella sprint femminile con Marianne Fatton e l’argento nella combinata.
Un’Olimpiade che ha vissuto ogni giorno
L’Olimpiade a Bormio non si è fermata al traguardo.
Ogni giorno, Piazza Cavour si è trasformata in un grande Live Site a cielo aperto, accogliendo tifosi e visitatori che hanno seguito le gare sul maxi schermo, condividendo emozioni, applausi e attese sospese fino all’ultimo centesimo.
La piazza si è riempita di bandiere, cori e musica dal vivo quotidiana, diventando il cuore pulsante della festa. Le celebrazioni degli atleti si sono alternate ai concerti, agli incontri e ai momenti di intrattenimento, in un’atmosfera capace di unire sport e comunità.
Accanto all’energia olimpica, hanno trovato spazio anche le tradizioni più autentiche del territorio: il Carneval dei Mat, con la sua ironia e il suo spirito popolare, e il Palio delle Contrade, che ha riportato in scena l’identità storica di Bormio.
È stata un’Olimpiade vissuta giorno dopo giorno, dentro e fuori dalle piste, dove ogni angolo del paese ha partecipato alla stessa grande emozione.
Bormio Media Lounge: il racconto oltre la gara
Durante le Olimpiadi 2026, Bormio non è stata solo teatro di competizioni: è diventata luogo di incontro e narrazione.
La Bormio Media Lounge ha aperto le sue porte a giornalisti, fotografi, videomaker e storyteller provenienti da tutto il mondo, offrendo uno spazio di dialogo e confronto per raccontare la destinazione oltre le piste. Un punto di accesso privilegiato fatto di interviste, esperienze, eventi e relazioni costruite giorno dopo giorno.
In poche settimane la Lounge ha accolto 125 giornalisti italiani in rappresentanza di 56 testate e 100 media internazionali per 40 testate estere, oltre ad atleti, ex atleti, operatori e rappresentanti delle istituzioni. Sedici eventi hanno animato questo spazio, trasformandolo in un vero hub internazionale di idee e connessioni.
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