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SENTIERO WALTER BONATTI

Routen-Details

Symbol für Routen-TypTrekking Dauersymbol14:55 h Längensymbol26.62 km Symbol für negativen Höhenunterschied3101 m Negativen Höhenunterschied2181 m SchwierigkeitssymbolSchwierig

Il sentiero parte da Monastero di Dubino, precisamente dalla casa di Walter Bonatti, e arriva ai Bagni di Masino. Risale il lungo crinale che separa la Costiera dei Cech dalla Valchiavenna), fino al Monte Bassetta, effettuando una splendida ed inedita via alta della Valle dei Ratti, prosegue per il bivacco Primalpia e la Bocchetta di Spluga e, attraverso il Passo del Calvo, passa nella Valle dell’Oro fino al rifugio Omio e da qui scende ai Bagni di Masino. È un sentiero molto impegnativo sia per lo sviluppo (circa 25 km) sia per i dislivelli da affrontare e, pertanto, è consigliato agli escursionisti con un buon allenamento, senso dell’orientamento ed esperienza. È da percorrere nella bella stagione inoltrata, per sfruttare le condizioni ideali di terreno, nelle altre parti dell’anno diventa estremamente difficoltoso per la presenza di neve e ghiaccio. Questo sentiero ha il pregio di avvicinare ad alcuni fra i più solitari e suggestivi angoli della Val dei Ratti, l’ultima valle di una certa ampiezza.La prima parte della lunga traversata si sviluppa sul lungo crinale che da Monastero di Dubino tocca il Monte Brusada (2.143 m), passa dai prati di San Giuliano (760 m), sale fra la Costiera dei Cech e la Valle dei Ratti, tocca La Piazza (990 m), il Monte Foffricio (1.258 m), il Monte Bassetta (1.746 m) e il Passo del Culmine (1.818 m).

PRIMA GIORNATA Il punto di partenza è la casa di Walter Bonatti, presso la frazione Monastero di Dubino, a quota 290 m. Da qui si inizia a salire lungo un facile sentiero fra boschi di castagni e robinie, alla volta di San Giuliano a quota 760 m. Si prosegue poi sul percorso, si incrocia la strada in cemento, la si attraversa, e si prende il sentiero, che fiancheggia il canale di scolo, e conduce alla località la Piazza (ore 1:30) posta a quota 990 m. Qui si apre un angolo di grande valore panoramico: la visuale ampia e sorprendente sull’alto Lario. Seguendo le indicazioni e percorrendo un agevole sentiero, si giunge fino alla cima del Monte Foffricio (1258 m), dove si incrocia il sentiero che porta ai Prati dell’O. Si prosegue verso sinistra, si sale nei boschi e si raggiunge la cresta che fa da spartiacque fra la Valtellina e la Valchiavenna. La salita continua fino ai piedi dell’alpeggio e prosegue fino alla baita dell’alpe Bassetta (1.720 m), posta nel territorio comunale di Cino. Dalla cima del M. Bassetta (1746 m) si ha una visuale spettacolare sulle pareti sud-est del Sasso Manduino (2.888 m), enorme pala di granito, mentre a sud si apre un panorama mozzafiato. Da qui si prosegue su un facile sentiero che porta al Passo Culmine (1.818 m) e si incrocia il sentiero per i Prati Bruciata. Si prosegue verso sinistra, lungo il sentiero quasi piano, e si incrocia, prima, la Valle Priasca, poi la “Croce”. Si scende leggermente e si continua sul sentiero. All’incrocio, tenendo la destra, si risale, si entra nell’alpe di Codogno, si attraversa un’ampia ganda e si giunge alle prime due baite dell’alpe (1.807 m). Si continua a salire sul versante erboso e si incrociano i resti di alcune vecchie baite. Si prosegue le salita e si entra nella Val Bassa, si sale lungo una sponda erbosa e soliva che porta alla bocchetta (2.330 m), posta fra il Monte Sciesa (2.487 m) e il Monte Erbea (2.432 m). Da qui si scende lungo le chine erbose, fiancheggiando un ampio canalone in pietrame, fino ad affacciarsi alla parte alta del bacino di Piempo uno degli alpeggi storici della Val dei Ratti (2.050 m). Poi si tiene la destra e si risale, verso est, lungo un ripido e stretto sentiero fino a raggiungere una sella erbosa, intagliata fra la roccia, chiamata la Forcelletta (2.200 m). Da qui si scende, prima a destra poi volgendo a sinistra, su piccole gande, si giunge ad una larga apertura erbosa e si entra nell’ampio e luminoso bacino della parte alta dei pascoli di Primalpia. Si prosegue e si raggiunge facilmente il bivacco che ne prende il nome (1.980 m). Il bivacco è una struttura in muratura, inaugurata nel 1995 dalla sezione del CAI di Novate Mezzola-Verceia. La struttura è accogliente con 18 posti letto ed è dotata di cucina e servizi. Il dislivello percorso sino a questo punto, approssimativo in altezza, è di 2.250 metri ed il tempo di percorrenza oscilla fra le 8 e le 10 ore.

SECONDA GIORNATA La seconda giornata del sentiero Walter Bonatti coincide, per buona parte, con la terza giornata del Sentiero LIfe delle Alpi Retiche (per questo troveremo lungo il cammino il logo di questa traversata). Dal bivacco Primalpia si prosegue, in direzione sud-est, su facili chine erbose si risale il sentiero lungo una valletta che, nella parte più alta fra sassi e roccette, incrocia, sotto lo sperone del Monte Desenigo, il sentiero che porta al Bivacco Bottani-Cornaggia. Da qui si volge a sinistra, in direzione nord, e si raggiunge una terrazza erbosa. Si continua su avvallamenti, si scende nel vallone che gira sugli speroni scendenti, dove bisogna prestare particolare attenzione, e si arriva alla base del Lago dal Marzel (2310 m). Da qui, tenendo la sinistra e fiancheggiando il lago, si risale sino ad incrociare un masso dove il sentiero si divide: a destra c’è il sentiero che porta al Passo di Primalpia, mentre a sinistra si seguono le indicazioni per il Rifugio Omio. Il sentiero risale e costeggia una baita diroccata. Da qui dopo alcuni tornanti, si giunge ad un pianoro dove il sentiero incrocia la via per il rifugio A. Volta (2212 m). Si tiene la destra e, fiancheggiando lo sperone roccioso delle cime del Calvo, si risale per gande e sfasciumi in direzione nord. Verso est si può ammirare il lago Spluga e piana della Valtellina.Dopo quasi un’ora di traversata, si giunge ai piedi del passo: un grande cerchio ci segnala che inizia un tratto esposto e pericoloso. L’ultimo tratto della salita, infatti, sfrutta una cengia a ridosso del fianco roccioso del versante (le corde fisse accompagnano questo passaggio). Si percorre poi uno stretto e ripido corridoio erboso (anche qui le corde fisse sono di grande aiuto), ed infine un’ultima brevissima cengia (sempre con corde fisse), che porta non direttamente all’intaglio del passo, ma ad uno stretto corridoio che lo precede. Si arriva così ai 2740 metri del Passo del Calvo, dove la vista toglie addirittura il fiato, perché si spalanca, improvvisa e sublime, di fronte a noi, l’intera compagine delle cime del gruppo del Masino con il Badile e Cengalo, del Monte Disgrazia, mentre a sud si spazia nell’alta valle di Spluga dove il Monte Legnone fa da sfondo al panorama. Da qui si possono ammirare le vie scalate da Walter Bonatti: la parete nord-ovest della Punta Fiorelli, la parete nord della Punta Sant’Anna, la parete nord ovest del Pizzo Badile, il pilastro nord-ovest del Pizzo Cengalo.Dal passo si scende seguendo la lunga cengia, in gran parte assistita da corde fisse. Il tratto, particolarmente impegnativo, necessita di imbragatura e cordino per assicurarci alle corde fisse. Sulla destra si apre il selvaggio circo terminale della Val Ligoncio (la sezione meridionale di quella che genericamente viene denominata Valle dell’Oro), segnata dai repulsivi salti delle cime che la incorniciano. È, questo, il punto più alto ed motivamente più forte dell’intero sentiero Bonatti. Resta l’ultima discesa: in Val Ligoncio e Valle dell’Oro. Il sentiero prosegue su cenge di erba e speroni di roccia sino a raggiungere i primi pascoli. Scendendo, sempre in direzione nord-est, su gande e sassi si raggiunge quota m. 2150 circa. Qui il sentiero si fa più dolce e, camminando su cenge erbose e sassi, si arriva al R. Omio (2100 m). Il rifugio è stato edificato nel 1937 dalla Società Escursionisti Milanesi ed intitolato alla memoria di Antonio Omio.Dal rifugio Omio (2100 m) inizia l’ultima parte del sentiero. Seguendo il percorso segnalato, si scende diretti fra grandi placche e zolle erbose, in direzione est, fino all’alpe dell’Oro. Qui il sentiero si fa più marcato, piega a sinistra, si districa fra grandi blocchi ed entra in una splendida pineta, per uscirne al ripiano del Pian del Fango, splendido belvedere sui pizzi Badi-le e Cengalo. Attraversati i prati acquitrinosi, si rientra nel bosco ed è necessario prestare attenzione ai segnavia per non perdersi in sentieri secondari. Si cammina in una splendida faggeta perdendo rapidamente quota e si esce sul limite dei prati dei Bagni di Masino (1172 m), dove termina l’emozionante percorso del sentiero Bonatti.Questo secondo tratto richiede circa 7 ore di cammino e il dislivello approssimativo di salita è di 750 metri, mentre quello in discesa e di 1570 metri circa.Il percorso del sentiero Walter Bonatti può essere effettuato anche partendo dai Bagni Masino e diventa meno impegnativo in quanto il dislivello diminuisce poichè la quota di partenza è a metri 1172.

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