bormio.eu | L'Amaro Braulio di Bormio: lo sapete che...
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Uno dei simboli della “Magnifica Terra”, un amaro tra i più apprezzati e dal gusto inconfondibile

Lo sapete che…

Di seguito vi proponiamo alcune curiosità che riguardano l’Amaro Braulio e che contribuiscono a renderlo davvero unico!

nasce nel 1875, quando il farmacista Francesco Peloni combina alcune erbe officinali in un’alchimia;

la ricetta originale è conosciuta solo da Edoardo Tarantola Peloni: si sa solo che tra gli ingredienti vi sono 13 erbe e piante officinali, tra cui assenzio, bacche di ginepro, achillea moscata e radici di genziana;

– in un nodo del legno di una delle botti dove il Braulio invecchia, compare un’immagine alquanto singolare, formatasi nel corso degli anni in modo naturale: uno gnomo che sembra vigilarne sulla conservazione! (vedi immagine in basso)

– il poeta Gabriele D’Annunzio amava bere l’amaro Braulio: gli apprezzamenti sono testimoniati da una fervida corrispondenza con la famiglia Peloni;

il nome deriva dal Monte Braulio, che circonda la conca di Bormio e alle cui pendici si raccoglievano la gran parte delle erbe utilizzate per la produzione;

– sebbene sia venduto principalmente nel Nord Italia e in Europa, oggi è possibile addirittura trovare l’amaro Braulio in Giappone e Australia: un pezzo di Bormio anche nella terra dei samurai e dei canguri;

– la Famiglia Peloni, oltre per il Braulio, è nota per la produzione di birra artigianale: la Birra Stelvio, in vendita da oltre 15 anni

Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale

Amaro Braulio