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La Chiesa di S. Bartolomeo de Castelàz

La piccola chiesa di S. Bartolomeo de Castelàz è miracolosamente sopravvissuta alla frana della Val Pola del 1987 e ancora oggi si affaccia sulla zona dove c’era S. Antonio Morignone. Di antichissima fondazione, VIII-X secolo, era collocata lungo un asse viario di grande importanza economica e militare. Il toponimo Castelàz fa ipotizzare la presenza anche di un antichissimo castello. Meta di viandanti e pellegrini, la sua architettura semplice, una pianta ad aula unica con abside e catino rivolti verso est, riflette un finissimo proposito teologico: il pavimento leggermente in salita e una disposizione non perfettamente in asse dell’abside ricordano la salita al Calvario e la declinazione del capo di Gesù sulla croce. All’interno sono conservati tre importanti cicli di affreschi, due dei quali attribuiti ai più noti autori locali del Quattro e Cinquecento, Cipriano Valorsa e Giovannino da Sondalo. Molto particolare è l’ossario, uno dei pochi ancora esistenti in Valtellina, eretto vicino al vecchio camposanto nel 1785.

L’Ossario di Cepina

L’Ossario di Cepina, vicino alla Chiesa di S. Maria Assunta, è unica nel suo genere in tutta la Valtellina. Le cancellate settecentesche, a fitti ricami in ferro, occupano lo spazio tra le arcate a tutto sesto affacciate all’interno che poggiano su quattro colonnine in pietra del Vallecetta. Molto pregevoli sono anche gli affreschi che adornano la facciata e le pareti e volte interne. All’interno trovano posto un tabernacolo cinquecentesco in marmo ed un’acquasantiera. Altro motivo di interesse sono i doccioni che sporgono dalla gronda che riprendono i motivi tradizionali di draghi ed animali fantastici.