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La strada del Gavia che collega l’Alta Valtellina e, in particolar modo Bormio e S. Caterina Valfurva, con l’Alta Val Camonica e Ponte di Legno, è nota soprattutto tra i ciclisti essendo una delle salite mitiche del Giro d’Italia. In realtà, la strada è un paradiso anche per gli amanti delle motociclette: curve strette, tornanti, pendenze importanti e la carreggiata stretta, in alcuni punti ad una corsia, sono puro divertimento per chi ama guidare in montagna.

Tra storia e leggenda

L’origine della strada del Gavia è molto antica: sin dal Medioevo, numerose carovane di mercanti, provenienti dalla Repubblica di Venezia, attraversavano il passo per collegarsi alla Via Imperiale d’Alemagna e, da lì, raggiungere la Germania, il Tirolo e i paesi del nord Europa. Molti furono i caduti nel tentativo di compiere la traversata a causa anche delle slavine e della valanghe durante i mesi invernali tanto che, il valico, era conosciuto anche come Passo della Testa di Morto. 

Il Percorso

Partendo da Bormio, si raggiunge S. Caterina Valfurva e, da lì inizia la salita verso il Passo del Gavia, a 2.621 m s.l.m. Qui, dopo aver ammirato il lago Bianco, inizia la discesa verso la Valcamonica. Dopo aver percorso tre tornanti e aver superato una galleria priva di illuminazione, si incontra un monumento dedicato agli alpini, deceduti nel 1954 per l’uscita di strada del camion sul quale viaggiavano. I dieci km successivi sono caratterizzata da una carreggiata stretta da non consentire l’incrocio tra due auto provenienti dalle opposte direzioni. La ripida discesa finisce a Santa Apollonia e, da lì, il percorso prosegue, più largo, fino a raggiungere Ponte di Legno.

Totale percorso da Bormio – Passo Gavia – Ponte di Legno: 44 km

Importante: la strada del Gavia ed il Passo sono aperti solo durante la stagione estiva, da fine a maggio ad ottobre