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/Bormio: le passeggiate classiche e intramontabili

Se ti trovi a Bormio, queste sono le passeggiate che non puoi non fare!

Da Bormio alla Valdidentro, da Sondalo e Valdisotto fino alla Valfurva, queste sono le passeggiate intramontabili da non perdere. Alcune richiedono un po’ di fatica e di allenamento, ma ne varrà sicuramente la pena.

Scopri tutti i dettagli quali lunghezza, tempo di percorrenza e dislivello e divertiti a vedere come il percorso si sviluppa sulla mappa interattiva che abbiamo integrato per te!

Croce della Reit

 

Partenza: Piazza di Combo, Bormio

Arrivo: Croce della Reit, Bormio

Lunghezza: quasi 6km

Tempo: 2h e 50 minuti

Dalla Piazza di Combo si attraversa il Ponte di Combo, si sale lungo la Ripa Guarda Nazionale, via Castello e si imbocca il sent. S532 sino a raggiungere il sent. S533 della Pedemontana della Reit.

La passeggiata, sebbene molto ripida in alcuni tratti, si sviluppa su un sentiero ben tracciato, caratterizzato da numerosi tornanti numerati, all’interno di un bosco di abeti e larici, pino silvestre e mughi in quota.

Il panorama che si puo’ godere dalla croce abbraccia tutta la vallata. Subito sopra, finita la vegetazione, si erge maestosa la parete dolomitica del monte Reit su cui e’ facile scorgere gruppi di ungulati. La discesa puo’ essere effettuata sullo stesso percorso dell’andata oppure in direzione di Uzza e Pramezzano.

 

CURIOSITA’: La prima croce, posta sulla sommit di un crinale detritico, fu issata dai bormini agli inizi del 1900 a memoria del nuovo secolo appena iniziato, ma nel 2006 fu abbattuta da violente raffiche di vento. Poich era diventata un simbolo di devozione, nel settembre del 2008 fu ripristinata.

Sentiero Glaciologico Alto

 

Partenza: Parcheggio dei Forni

Arrivo: Parcheggio dei Forni

Lunghezza: 8 km

Tempo: 3 ore

Il sentiero si snoda nella Valle dei Forni, in Valfurva e arriva al cospetto della vasta fronte del ghiacciaio dei Forni. Qui un ponte tibetano posizionato sul torrente Frodolfo fara’ vivere un’attraversata emozionante sospesi sull’acqua impetuosa che scaturisce dal ghiacciaio.

Dalla localita’ i Forni al primo posteggio sulla destra si scende brevemente al torrente e si attraversa il ponte seguendo le indicazioni sentiero glaciologico e subito dopo si sale una caratteristica scala in pietra. Si segue il sentiero che sale gradualmente a mezzacosta fino ad arrivare in una zona con evidenti resti di postazioni militari. Da qui il sentiero prosegue a saliscendi fino ad arrivare ad un ponticello. Si prosegue sempre a mezzacosta fino a che il sentiero passa in una zona particolare con rocce levigate. Poco dopo il sentiero scende sul fondovalle andando cosi’ ad attraversare i due caratteristici ponti tibetani. Ora il sentiero scende gradualmente sulla destra idrografica arrivando al piccolo laghetto di Ro’sole. Si sale in breve al rifugio Branca per una meritata pausa e si rientra ai Forni seguendo la carrareccia.

 

CURIOSITA’: Il percorso permette inoltre di osservare resti del primo conflitto mondiale (1915-1918)

Panoramica della Val Zebrù

 

Partenza: Niblogo, Valfurva

Arrivo: Niblogo, Valfurva

Lunghezza: 18km e mezzo

Tempo: 6/7 ore

Dalla frazione di Niblogo, a Madonna dei Monti, si segue la strada carrabile S529 che porta in Val Zebru’.

Al ponte di Peceneccia si prende la strada a sinistra e ci si addentra nella Val Zebru’ vera e propria, costeggiando per un breve tratto il torrente.

Il percorso e’ agevole ed e’ caratterizzato inizialmente da fitti boschi, interrotti da profondi valloni e poi da terrazzi verdi con caratteristiche baite.  Raggiunte le baite di Campo, a quota 1948 m, si sale a destra lungo un ripido sentiero a tornanti fino alla deviazione verso il bivacco Costantini e si prosegue poi sul sent. prevalentemente pianeggiante S526, fino alle baite di Cavallaro.

Da qui si scende lungo un ripido percorso a tornanti S527 che riporta sulla strada carrabile nei pressi del Ristoro Zebru’ e si puo’ quindi tornare alla frazione di Niblogo.

 

CURIOSITA’: Il luogo e’ frequentato dagli ungulati e dal maestoso gipeto, recentemente reintrodotto nel Parco Nazionale dello Stelvio. Il gipeto, che puo’ compiere in un giorno fino a 700 km, ha trovato in Alta Valtellina il suo habitat naturale grazie alle caratteristiche geomorfologiche del territorio, contraddistinte da pareti rocciose, ideali per l’allestimento del nido, e da aree aperte che facilitano l’avvistamento di carcasse di animali.

Panoramica sulla Val Viola

 

Partenza: Albergo Viola, località Arnoga

Arrivo: Albergo Viola, località Arnoga

Lunghezza: 10km

Tempo: circa 3 ore

Di fronte all’albergo Viola, in localita’ Arnoga di Valdidentro, si imbocca il sent. N148 che, dopo due tornanti in salita giunge alle Baite Cagnol, un insediamento rurale tipico.

Il percorso prosegue in salita, inizialmente nel bosco e poi lungo i pascoli ed offre un’ottima vista panoramica sulle montagne circostanti: il San Colombano, la Cima Piazzi, il Corno Sinigaglia, il Corno Dosde’ e la Cima Viola.

Al bivio, in localita’ Soleir, si sale verso monte lungo un tratturo non segnalato che porta nei pressi della localita’ Sattarona, dove si gode una vista vertiginosa sulla vallata e verso la Val Verva. Da qui si prosegue lungo il sent. N128 che passa da Stagimei e si inizia a scendere attraverso pascoli e prati. Il ritorno e’ previsto sul sent. N290.

Oga Malga San Colombano

 

Partenza: Oga

Arrivo: Malga San Colombano

Lunghezza: 7km

Tempo: 2-3 ore

Partendo dal parcheggio nel centro di Oga, si prosegue verso la via Crap del Maro che conduce nella località omonima. Eventualmente, per accorciare il percorso, è possibile parcheggiare l’auto in località Crap del Maro oppure al Forte Militare di Oga.

Il percorso si snoda lungo il sent. N280, su un’ampia e battuta strada carrabile. Durante la camminata si incontrano alcune localita’, come Pozza e Sposina Bassa, nonche’ il Forte di Oga, intitolato al capitano valtellinese Venini, medaglia d’oro al valor militare. Al termine del secondo conflitto mondiale il Forte fu abbandonato dalle truppe militari ma rimase custodito sino al 1958, quando l’esercito decise di dismetterlo definitivamente ritenendone esaurita la funzione.

 

CURIOSITA’: Il Forte Venini Fu eretto tra il 1908 e il 1912 a difesa dei principali valichi alpini dell’Alta Valtellina. Dopo anni d’abbandono sono state promosse delle migliorie cosi’ da permettere ai turisti con interessi storicomonumentali di visitarlo.

Valle di Rezzalo

 

Partenza: Fontanaccia, Sondalo

Arrivo: Ponte dell’Alpe, Valfurva

Lunghezza: 9 km e mezzo

Durata: 4 ore

Partendo dal parcheggio di Fontanaccia, sopra l’abitato di Fumero, la mulattiera militare S562 risale la valle di Rezzalo costeggiando il torrente Rezzalasch e raggiunge in breve La Pontela.

Proseguendo si giunge alle baite de Li Ghe’nda. Superato i Picac si apre l’ampia piana di San Bernard. Si incontrano poi i fienili di Malni’o e per ultimo Ronzo’on. Attraversato il torrente al Pont del Me’rlo si risale la bastionata del Sascel, lasciando sulla sinistra le baite di Cambugaton. Si giunge a Clev con le sue suggestive baite in pietra a secco. Il percorso, dopo aver lasciato sulla sinistra le baite e i prati del Li Teghia’scia percorre gli ampi pascoli dei Pie’n Di Te’rmen fino al Pass De l’Alp dove si possono ancora vedere tutto intorno i camminamenti, le fortificazioni e le trincee della 1 guerra mondiale. Seguendo il sentiero sulla destra del torrente Alp si giunge alla S.S. del Gavia per raggiungere il Passo.

 

CURIOSITA’: Val di Rezzalo La Val di Rezzalo e’ un raro esempio di valle alpina che ha conservato la sua originaria bellezza e dove, soprattutto, gli interventi umani hanno rispettato e conservato il patrimonio ambientale e paesaggistico. In inverno e’ anche meta di escursioni scialpinistiche.

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