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Scopri le migliori escursioni in quota consigliate dai rifugisti.

Scorri questa pagina per scoprire alcune delle più belle escursioni estive, ascensioni in quota e ascensioni invernali scelte per gli escursionisti dai gestori dei rifugi del comprensorio di Bormio.

In questo articolo trovi i suggerimenti dei rifugi di:

  • Valdidentro, Val Viola e Val Dosdè
  • Valdisotto, Località La Rocca e Località Motin
  • Sondalo, Val di Rezzalo
  • Bormio, Passo dello Stelvio
  • Valfurva, Passo Gavia
  • Valfurva, Val Zebrù
  • Valfurva, Valle dei Forni

Lo sapevi che sulla nuova guida dei rifugi trovi indicazioni utili sui rifugi e alcuni tra i migliori itinerari consigliati partendo dal rifugio?
Dai un’occhiata alla nuova guida.

Ecco alcuni itinerari per le tue escursioni in quota a Bormio e dintorni.

 

Val Viola e Dosdè

In località Arnoga, a Valdidentro ecco una delle mete imperdibili per gli amanti dell’escursionismo, adatta a tutti: la Val Viola. Ti colpirà per la sua bellezza rigogliosa e per il magnifico panorama.

CIMA CENTRALE DI LAGO SPALMO 3262 m

versante N

dislivello 1130 m

difficoltà AD

Di seguito si propone un itinerario scialpinistico con tutte le carte in regola per essere considerato una delle gite più belle dell’Alta Valtellina.
Dal Rifugio Federico, quota 2130 m, si percorre verso S per circa 1 km il piatto e ampio fondovalle, fino alla base delle morene.
Risaliti al centro i moderati pendi, una volta aggirata sulla destra una fascia rocciosa, si raggiunge un avvallamento delimitato a destra da una grossa morena, che porta a quota 2500m, in una conca sottostante la vedretta pensile di Lago Spalmo. Piegando poi verso sinistra, sul margine della conca, ci si porta sul costone divisorio fra vedretta di Dosdè e di Lago Spalmo. A questo punto risalire il pendio discontinuo e una volta raggiunto il culmine di questo, con un breve tratto di leggera discesa si entra sul ghiacciaio che lo si risale dapprima centralmente e in seguito portandosi sulla sinistra su pendio sostenuto affiancando l’evidente sperone roccioso,
per evitare su questo lato il tratto di maggiore pendenza. Oltre il breve tratto ripido, intorno a quota 3000m l’inclinazione si attenua e il pendio conduce direttamente sotto le rocce sommitali, da risalire a piedi. La discesa si effettua lungo lo stesso percorso.

ESCURSIONE AL LAGHETTO DI VAL CANTONE

Tempo di percorrenza : ore 1,40  (escursione facile)

Dislivello :  m. 250

Seguendo il sentiero che porta al Passo Viola, giunti al terzo tornante, lo si abbandona continuando a salire per il pascolo per addentrarsi nella Val Cantone.
Costeggiando il corso del torrente Viola e rimanendo sulla sua sinistra fino in fondovalle, si noteranno proprio di fronte due ruscelli. Dopo un’ultima breve salita tra i due corsi d’acqua si raggiunge il bellissimo laghetto.

 

 ESCURSIONE AL PIZZO BIANCO m 2827

Tempo di percorrenza : ore 2,15 (media difficoltà)

Dislivello : m. 500

Con partenza dal Rifugio, dopo 10 minuti di cammino si raggiunge la malga di Val Viola a m. 2355.Continuando la salita per circa un’ora e, mantenendo la vista sui laghetti della valle, si giunge alla base dell’ultima “piramide” (di facile morena) sottostante la cima del Pizzo Bianco; procedendo nella stessa direzione troviamo la vetta, dalla quale è anche possibile ammirare scorci del gruppo del Bernina.

Per vedere il percorso “Panoramica sulla Val Viola clicca qui

 

Valdisotto, località La Rocca e località Motin- Oga

Valli verdi, boschi secolari, laghetti, torrenti e sorgenti d’acqua. La Valdisotto è tutta da scoprire, da fondovalle fino alle cime.

LAGHI DI PROFA ( BEI LAGHETTI) 

Quota:3019 m

Stupenda traversata in ambiente alpino di alta quota: alquanto lunga, ma non difficile e nemmeno troppo faticosa dato che si svolge quasi completamente in discesa per chi decide di fare la salita fino a Bormio 3000 in funivia. Panorama molto vasto su tutti i monti dell’Alta Valtellina e notevole interesse paesaggistico: dalle pietraie di alta quota si scende in un anfiteatro glaciale costellato da stupendi laghetti, per poi affacciarsi in una vallata prativa ricca di pascoli e quindi sulla Valfurva e, dopo una leggera risalita, di nuovo sulla conca di Bormio. Si può raggiungere Bormio 3000 a piedi direttamente dallo Chalet dei Rododendri oppure con la funivia da Bormio 2000; da Bormio 3000 la discesa fino ai Bei Laghetti ed alla Bocca di Profa è su sentiero ben segnalato e per niente difficile. Il percorso in discesa fino alla Baita del Pastore si svolge su magri pascoli e richiede in diversi punti, non difficili, il guado di qualche torrente.
Il sentiero sale leggermente affacciandosi sulla Valfurva, con qualche tratto un pochino più esposto, fino ai Monti Sobrettina. Continuando su un tratto in leggera salita si prosegue in direzione della Rocca, affacciata sulla Conca di Bormio, fino ad arrivare di nuovo allo Chalet dei Rododendri costeggiando gli impianti di risalita.

Escursione spettacolare, assolutamente da non perdere ed adatta a tutti!

Lungo il percorso non si incontrano rifugi, e questo va tenuto presente in condizioni di tempo incerto. Il percorso è sconsigliabile in presenza di neve, per cui si raccomanda questa escursione tra Luglio e Settembre.

DA BAITA MOTIN AL FORTE DI OGA

Quota: 1800 m
Difficoltà: facile
Dislivello: 300 m
Tempo: 30 min

Per vedere il percorso “Laghi di Profa clicca qui

Sondalo, Val di Rezzalo

Una vallata dolce, di grande bellezza. Aria pulita, montagne maestose, boschi e paesaggio nitido, costellato da baite, la possibilità di fare escursioni in serenità, apprezzando il silenzio e l’autenticità di un ambiente selvaggio.

CORNO DI BOERO

Quota: 2878 m
Difficoltà: BS
Dislivello: 1018 m
Tempo con soste: 3-4 h

Mt. 1860 La Baita
Mt. 2200 Pollore
Mt. 2350 Laghi di Pollore
Mt. 2878 Corno di Boero

Seguendo un sentiero ben marcato che si inerpica lungo la Valle del Bait, si giunge a Pollore punto panoramico su quasi tutta la Valle. Continuando la salita si raggiungono i laghetti di Pollore dove non sarà difficile sentire e vedere parecchie marmotte. Proseguendo si raggiunge il Corno di Boero, dove sono ancora visibili i resti delle postazioni belliche risalenti alla Prima Guerra Mondiale; qui sarà possibile notare, in particolare, l’osservatorio posto su di una grande roccia a picco sulla Valle di Rezzalo. Da questo punto lo sguardo spazia su tutta la Valtellina.

 

CIMA DI SAVORETTA

Quota: 3050 m
Difficoltà MSA
Dislivello 1190 m
Tempo: 3-3.50 h

Salendo dopo la località Il Merlo, si raggiunge le Baite di Clevaccio, dopodiché si prosegue dalla parte opposta del Passo dell’Alpe imboccando la Valle del Savoretta che con uno sviluppo di circa 7km porta in vetta alla cima di Savoretta a 3050 mt.
Punto panoramico si puo vedere a nord il gruppo Ortles-Cevedale a est il gruppo dell Adamello a sud i Passo di Pietrarossa e a ovest il Corno di Boero con la Punta di Pollore e la Punta di Profa: La Valle del Savoretta rimane a nord.

Per vedere il percorso “Lago di Pollore”  clicca qui 

Stelvio, Passo dello Stelvio

Risalendo la storica strada a tornanti costruita a partire dal 1820, si raggiunge il Passo Stelvio.
Avventurarsi lungo vecchie strade e mulattiere militari, inoltrarsi lungo i sentieri in quota, vedere il ghiacciaio e i resti della prima guerra mondiale.
Tutto è possibile sul secondo valico alpino automobilistico più alto d’Europa, sua maestà lo Stelvio.

TREKKING ALTA VIA DELL’ORTLES

La Cima Garibaldi Dreisprachenspitze è la tappa nr. 1 e la tappa nr. 7 delle 7 tappe dell’alta Via dell Ortles, un trekking ad anello che si snoda nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio e si estende in totale per 120 km tra Valtellina e Val Venosta. Questo itinerario circolare cinge il Gruppo Ortles.

Tappa 1: da Passo dello Stelvio a Stelvio paese (Stilfs Dorf)

Durata 7:30 h
Dislivello salita 335 m
Dislivello discesa  1811 m
lunghezza 18,483 km

Partendo dalla Cima Garibaldi Dreisprachenspitze – Rifugio Garibaldi Dreisprachenspitze (fino al rif. Forcola sul sentiero “Goldseeweg“ n. 20) si passa quindi per Lempruchlager, per il Lago d’Oro e Trusegg, fino ad arrivare al rif. Forcola. Si prende poi il sentiero forestale e si passano il forte Kleinboden e Trada; per il Sentiero delle Malghe n. 4 (Almenweg) si giunge a Malga Stelvio; presso Malga Vallace si procede per il sentiero “Höfeweg” n. 6, si passano i masi Faslar Höfe e si giunge a Stelvio paese per il sentiero n. 1.

 

Tappa 7: da Laghi di Cancano a Passo Stelvio – Cima Garibaldi

Durata: all’incirca 7-8 h

Dalla casa di guardia dighe si supera la diga di Cancano; dopo la chiesetta di S. Erasmo si prosegue in direzione Alpe Solena e Valle di Forcola, fino al ponte di Fornelle; oltre il ponte salire la mulattiera militare sino alla Malga di Pedenolo e fino a Bocchette di Pedenolo, di Pedenoletto e di Forcola. Si scende in Valle del Braulio fino nei pressi del Passo Umbrail e la Strada dello Stelvio. Si sale la mulattiera fino a Rifugio Garibaldi Dreisprachenspitze.

Per vedere il percorso Alta Via dell’Ortles  clicca qui

Valfurva, Val Zebrù

Ricca di fiori e fauna, prati, baite, torrenti e ponti la Val Zebrù è una valle spettacolare che si snoda per 12 km.

Aspra e selvaggia più si sale in quota, regala grandi emozioni sia a turisti in cerca di una passeggiata nel verde che agli escursionisti più esperti.

PASSO ZEBRU’

Quota:3005 m

Difficoltà: escursionista

Dislivello: 1000 m

Tempo: 3-4 h

Partendo dal rifugio Campo si può intraprendere una meravigliosa escursione verso il Passo Zebrù.
Si raggiunge la Baita Pastori, dopo di che si prosegue sul sentiero contrassegnato che porta alla meta. Lungo la camminata è possibile avvistare in lontananza gli animali salvatici che popolano questa vallata. Una volta superati i pascoli alpini la salita si fa più ardua, caratterizzata da rocce e pietre, proprio per questo sul tratto finale è posizionata una corda fissa per agevolare il cammino. Valicato il passo si può godere di una vista mozzafiato sul gruppo Ortles – Cevedale, della Valle appena percorsa e della Val Cedech.
Da qui è possibile proseguire verso il Rifugio Pizzini e continuare verso il Rifugio Forni per poi scendere a Santa Caterina oppure optare per il servizio navetta.

GIRO DEL CONFINALE

Tempo di salita: 2 giorni | 3 giorni | 4 giorni
Periodo consigliato: dal 20 giugno al 20 settembre
Dislivelli: per informazioni complete visitare il sito www.girodelconfinale.it

Un giro ad anello per tutti coloro che amano la montagna
Un itinerario ad anello che collega la VAL ZEBRU’ con la VALLE DEI FORNI da percorrere a piedi o in mtb* (solo per mtb esperti), tra ghiacciai, vallate e boschi. Un percorso sempre diverso, sempre sorprendente nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
La sua particolare configurazione ad anello consente di partire sia dal Parcheggio del Rifugio Forni (Santa Caterina Valfurva), che da quello di Niblogo (Val Zebrù), a seconda del verso con cui si vuole intraprendere il Giro. Il Percorso meno impegnativo (3 giorni) prevede la partenza dalla Val Zebrù (Parcheggio di Niblogo) con un pernottamento al Rifugio Quinto Alpini e un pernottamento al rifugio Forni per un vivere a pieno un’esperienza indimenticabile, tra i sentieri e le montagne del Gruppo Ortles Cevedale. È possibile aggiungere un giorno inserendo come meta la vetta del Monte Confinale. (4 giorni). Per i più allenati, con partenza dal parcheggio di Niblogo è possibile effettuare il giro in senso contrario con tappe più lunghe e impegnative (2 giorni) e un solo pernottamento al Rifugio Quinto Alpini.

Per vedere il percorso “Giro del confinale”  clicca qui 

Valfurva, Valle dei Forni

Paesaggi mozzafiato, natura incontaminata, esperienze emozionanti e aria di alta quota. La zona del ghiacciaio dei Forni è sicuramente una meta ideale per chi ama la montagna.

LAGO DELLA MANZINA

Quota: m 2790
Punto di partenza: Rif Stella Alpina (m 2061)
Difficoltà facile, strada sterrata e poi facile sentiero E

Dislivello 750 mt
Tempo: 2 h

Un giro ad anello per tutti coloro che amano la montagna.
Un itinerario ad anello che collega la VAL ZEBRU’ con la VALLE DEI FORNI da percorrere a piedi o in mtb* (solo per mtb esperti), tra ghiacciai, vallate e boschi. Un percorso sempre diverso, sempre sorprendente nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.
La sua particolare configurazione ad anello consente di partire sia dal Parcheggio del Rifugio Forni (Santa Caterina Valfurva), che da quello di Niblogo (Val Zebrù), a seconda del verso con cui si vuole intraprendere il Giro.
Il Percorso meno impegnativo (3 giorni) prevede la partenza dalla Val Zebrù (Parcheggio di Niblogo) con un pernottamento al Rifugio Quinto Alpini e un pernottamento al rifugio Forni per un vivere a pieno un’esperienza indimenticabile, tra i sentieri e le montagne del Gruppo Ortles Cevedale. È possibile aggiungere un giorno inserendo come meta la vetta del Monte Confinale. (4 giorni). Per i più allenati, con partenza dal parcheggio di Niblogo è possibile effettuare il giro in senso contrario con tappe più lunghe e impegnative (2 giorni) e un solo pernottamento al Rifugio Quinto Alpini.

SENTIERO GLACEOLOGICO I°- II° osservatorio Grande Guerra, ghiacciaio dei Forni, ponti Tibetani

Dislivello: mt 350;
Tempo:  4-5 h; Percorso ad anello

Attraversando il ponte nel fondovalle, sotto il Rifugio Forni, si percorre il sentiero nei pascoli di “Saletina”, che porta alle postazioni militari “ I° osservatorio” (quota 2450 circa). Si continua seguendo i paletti segnalatori (colorati in bianco e rosso) sui pascoli alti di “Saletina” raggiungendo il II° osservatorio militare (mt 2430). Il sentiero scendendo, conduce al vecchio fronte roccioso del ghiacciaio, per risalire di nuovo e raggiungere il primo ponte Tibetano. Attraversato il ponte risalire verso destra sino a raggiungere le vicine bocche del Ghiacciaio dei Forni. Si ritorna sul sentiero per proseguire attraversando il secondo ponte Tibetano, sul vecchio fronte del ghiacciaio; si continua poi sul fondovalle fino a raggiungere il Rifugio Forni.

PIZZO TRESERO

Quota: 3595 m
Difficoltà: BSA
Dislivello:  1145 m
Tempo:  3.00 – 4.00 h

PUNTA SAN MATTEO

Quota: 3678 mt
Difficoltà BSA
Dislivello 1228 m
Tempo: 3.00 – 4.00 h

PALON DE LA MARE

Quota: 3703 m
Difficoltà MSA /OSA
Dislivello 1253 m
Tempo: 3.00 – 4.00 h

VILLAGGIO MILITARE ALLA CIMA ZEBRù

Tipologia Escursione  estiva

Altimetria: da 2706mt del Rif.Pizzini seguire le indicazioni del PNS fino al villaggio militare al passo Castelli per poi salire a 3119mt della Cima Zebrù e ridiscendere lungo la cresta verso il passo Zebru’ nord 3010mt per poi ritornare al Rif.Pizzini lungo il sentiero n°529.
Difficoltà: Escursionistica
Dislivello: 400 m circa
Tempo: 4 h circa

Ripercorri le tracce dei Soldati della Prima Guerra Mondiale attraversandone le trincee e visitando il villaggio militare arroccato lungo la costa che porta alla Cima Zebrù, straordinario esempio di ingegneria militare e sapiente lavorazione della pietra, il tutto godendo dei panorami mozzafiato delle valli Cedech e Zebrù con le loro celebri Cime e i Ghiacciai millenari.

MONTE CEVEDALE

Quota partenza: 3269 mt
Quota arrivo: 3770 mt
Difficoltà: Estate: Medio/Facile (con attrezzatura classica) Inverno:  MSA – medio sciatore alpinista
Dislivello: 500 m
Tempo di percorrenza: 2.00 h inverno / 2.30 h estate
Esposizione: S-W-NW-N
Cartografia: Tabacco 1:25.000 “Ortles-Cevedale nr°8” Kompass 1:50.00 “Ortles-Cevedale”

Meta più ambita e frequentata del Gruppo Ortles-Cevedale, alla portata di tutti, compresi i più piccoli, la scalata al Monte Cevedale offre dalla sua sommità un vero e proprio spettacolo della natura.
La salita, relativamente semplice, è facilmente percorribile in estate con attrezzatura classica da ghiacciaio, noleggiabile all’occorrenza in loco, mentre in invernale con attrezzatura da sci alpinismo. Ideale per i meno esperti, è consigliabile essere accompagnati da una Guida Alpina

Per vedere il percorso “Sentiero glaceologico alto clicca qui 

Valfurva, Passo Gavia

Se si vince la paura di affrontare una strada impegnativa come quella che porta al Passo Gavia, si arriva in un posto da sogno.
In cima lo spettacolo è incomparabile. Panorami mozzafiato e acque cristalline nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio.

CIMA VALLUMBRINA

Quota: 3222 m
Durata: 2:30 ore
Dislivello: 681 mt
Difficoltà: Escursionista

Dal Rif. Berni si prende il sentiero che porta ai piedi del ghiacciaio del Dosegù (sentiero n°25/42). Raggiunto il vallone di accesso al ghiacciaio si incontra un bivio segnalato. Tenendosi a destra, costeggiando due laghetti sulla sinistra, si prosegue per il Bivacco Battaglione Ortles.
Quasi arrivati in cima alla Vallumbrina si trova il bivacco Battaglione Monte Ortles-Cevedale, noto punto di riferimento per alpinisti ed escursionisti che vogliono fermarsi una notte o rimanere al riparo durante un temporale. Questo bivacco è stato ricavato da vecchi baraccamenti militari risalenti la prima Guerra Mondiale. Sulla cima Vallumbrina sono presenti numerosi resti di edifici e materiale bellico oltre ai reticolati di difesa della linea italiana.
Lungo il percorso sono stati aggiunti quest’anno dei beacon che permettono l’ascolto attraverso i propri dispositivi mobili di informazioni riguardo alla camminata che si sta effettuando. Infatti durante il percorso vi sono diversi punti di sosta dove sono spiegate passo passo le peculiarità del luogo. Attraverso questa applicazione dunque si può capire la natura che ci circonda e i baraccamenti presenti sulle cime delle montagne.
Ogni anno, la prima domenica dopo ferragosto, si ricordano gli Alpini caduti nella guerra del 1915/18 con un pellegrinaggio alla cima Vallumbrina. A seguito santa Messa presso il monumento dei caduti al Rifugio Berni e rancio alpino.

CORNO DEI 3 SIGNORI

Quota: 3360 m
Tipologia: Ascensione Estiva
Difficoltà:EE / AR / II / F+
Dislivello: 940 m
Tempo: 3.30 h

Affascinante montagna che domina il passo Gavia, grazie alla sua posizione piuttosto isolata permette una vista magnifica su tutto il gruppo dell’Ortles-Cevedale e dell’Adamello. Salita da non sottovalutare, soprattutto per i detriti mobili e i tratti finali piuttosto esposti, ma di grande soddisfazione.
Dal rifugio Bonetta si segue la comoda mulattiera costeggiante la riva destra del lago Bianco. Arrivati al primo tornante la si abbandona per proseguire su sentiero verso destra risalendo un dosso morenico verso un’ampia valle. Giunti ad un pianoro si seguono i segnavia bianco rossi fino alla base di un’ampia parete. La si risale seguendo le corde fisse e le catene che agevolano l’ascesa soprattutto della placchetta iniziale. Si giunge a un pendio di sfasciumi (attrezzato) mediante il quale si arriva verso sinistra a una cengia e quindi alla Bocchetta del Corno dei Tre Signori. Si scende verso sinistra seguendo il sentiero (tratto breve con catena) per poi seguire gli ometti di sassi e alcune tracce su terreno morenico e sfasciumi. Si sale dunque attraverso una pietraia piuttosto ripida fino alla base della parete sotto un evidente canale. Lo si risale (passaggi di I+/II) e si volge a sinistra verso una prima placca inclinata (I+) e una seconda con fessura (II). Si arriva così sulla cresta finale molto aerea e divertente che in pochi minuti porta alla croce di vetta.
Per la discesa si segue l’itinerario di salita, può essere utile una corda di 30 metri per la discesa nel canale (presente un cordino per assicurarsi).

Per vedere il percorso “Beacon  It.5 -Valle di Gavia clicca qui

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Ph. header Roby Trab
Ph. Giacomo Meneghello, Markus Greber, Fausto Compagnoni,Parco Nazionale Stelvio,
15 Marzo 2019 | 12:59