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/I reparti di Bormio: tra storia e folklore

Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore… li conoscete davvero?

Bormio ha una storia millenaria fatta di tradizioni e folklore. Molto sentita, anche a livello culturale, è la suddivisione del paese in Reparti già attestata nel Liber Stratarum (1304), una vera e propria descrizione urbanistica dell’abitato di allora, unica nel suo genere.

Reparti, tra storia e tradizione

Il nome assegnato ai vari reparti non è casuale ma deriva da caratteristiche degli stessi o da episodi legati ad avvenimenti storici:

Buglio: il nome deriva da bui (fontana, in dialetto), che ne è simbolo su fondo blu. In questa contrada sono presenti numerosi lavatoi dove le donne un tempo andavano a fare il bucato

Combo: separato da Dossorovina dall’antico ponte, deve il proprio nome probabilmente dalla collocazione geografica su un combol (dosso, in dialetto). Il suo simbolo è il gatto su fondo bianco e i suoi abitanti sono ancora noti come i gat

Dossiglio: il suo simbolo è la ruota di un mulino su fondo verde data la presenza di numerosi mulini in questa zona che era l’area industriale e commerciale del paese. E’ così chiamato perchè sorgeva su un piccolo dosso formato dal torrente Frodolfo ed esteso fino al reparto Maggiore

– Dossorovina: da ruina (rovina, in dialetto), il suo simbolo sono il Kuerc e la Torre Civica e il colore è il giallo; deve il suo nome all’enorme colata di fango che, nel passato, si staccò dalla Reit, la montagna che sovrasta Bormio, e giunse fino alla piazza del Kuerc, sommergendo gran parte di questa contrada che venne poi ricostruita

Maggiore: la zona ricca di Bormio, con i palazzi e gli antichi portali. Il suo colore è il rosso e il suo simbolo è il luf (lupo, in dialetto), com’erano conosciute le famiglie nobiliari

Nel 1998 è sorta l’Associazione I Reparti di Bormio con lo scopo di organizzare e gestire, durante l’anno, le manifestazioni e tramandare le antiche tradizioni, come  i Pasquali ed il Palio delle Contrade.

ph. copertina: Emanuela Santelli