bormio.eu | A Bormio, non c'è Pasqua senza Pasquali
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Scoprite una manifestazione unica nel suo genere

Non c’è Pasqua senza i Pasquali a Bormio

Un’antica usanza contadina, tra religione e tradizione, arrivata intatta fino ai giorni nostri: i Pasquali sono una manifestazione unica nel suo genere che affonda le proprie radici nel passato e che ancora oggi richiama l’attenzione e la partecipazione attiva di tutti i bormini.

L’appuntamento è per la domenica di Pasqua, a Bormio, lungo la via Roma e in piazza Cavour/Kuerc. Scoprite il programma dettagliato.

Con il termine Pasquali si indicano delle elaborate portantine a tema religioso: queste vengono costruite dai giovani del paese nei mesi invernali, pronte per essere portate a spalla il giorno di Pasqua in una colorata sfilata per le vie di Bormio. La loro costruzione richiede impegno, abilità e professionalità artigianale.

Nei vari Reparti (quartieri) del paese (Buglio, Combo, Dossiglio, Dossorovina e Maggiore) si formano dei gruppi di persone che, sotto la guida di un capo, preparano il loro progetto. Tutto è studiato nei minimi dettagli, dal significato religioso alla lavorazione artigianale nella quale falegnami, fabbri e artigiani esprimono il meglio della loro arte: lo scopo naturalmente è riuscire a creare il Pasquale più rappresentativo.

La manifestazione è resa ancor più suggestiva dalla partecipazione di bambini, famiglie e gruppi folkloristici, tutti vestiti con il costume tradizionale. I pasqualisti, portano a spalla le portantine, mentre le donne completano la sfilata con fiori e piccoli prodotti artigianali. Una giuria stila infine una classifica in base a diversi fattori, dal significato religioso al lavoro artigianale e artistico, senza dimenticare l’aspetto culturale e di tradizione, fulcro della manifestazione stessa. I Pasquali restano in esposizione in piazza del Kuerc fino al lunedì di Pasquetta.

Tra storia e leggenda

La tradizione dei Pasquali, folkloristica e religiosa insieme, affonda le radici nell’antica cultura contadina di Bormio: le prime testimonianze risalgono al XVII secolo, quando esisteva l’obbligo di preparare e cucinare un agnello da distribuire in piazza del Kuerc, la piazza centrale del paese, il giorno di Pasqua. Alla fine del XIX secolo s’introdusse la benedizione dell’agnello vivo e, da qui, nacque la gara tra i Reparti per adornare al meglio il proprio animale. A poco a poco, s’incominciò ad adagiare gli agnellini su delle portantine di muschio addobbate e, da lì, si arrivò ai Pasquali così come oggi vengono celebrati.