Bormio e l’Alta Valtellina, grazie alla loro posizione nel cuore delle Alpi, erano un punto strategico per il passaggio delle vie commerciali e militari tra il Nord e il Sud Europa. Il Contado di Bormio riuscì, pertanto, a mantenere a lungo una certa autonomia e ricchezza, testimoniata anche dagli edifici civili e religiosi che sorsero nei secoli in tutte le valli.

La piazza del Kuerc, il cuore di Bormio

Bormio è ricca di storia ed arte, tra edifici religiosi e civili. La piazza Cavour è il cuore pulsante del paese al cui centro, spicca il Kuerc, dove, un tempo, si amministrava la giustizia. Dietro, svetta la Torre delle Ore dove rintoccava la Bajona, la grande campana usata per richiamare la popolazione, anche delle valli, in caso di pericolo. Sulla piazza, si affacciano anche il Palazzo del Podestà, sede del tribunale e delle carceri, e il Cortivo, antico palazzo dove si riuniva l’assemblea pubblica ai tempi del Contado. La piazza era collegata al reparto di Combo, una volta parte agricola del paese, dal ponte di Combo (XIV sec.), uno degli unici in Valtellina a forma di arco, nel Medioevo unica via di accesso al paese dal torrente Frodolfo. Senza dimenticare il Mulino Salacrist, del XII secolo, in cui tramoggia, macine, ruota e buratto sono tuttora perfettamente funzionanti.

Piccoli gioielli nelle valli

A far da guardia alla valle, svettano in Valdidentro, le Torri di Fraele, di origine medievali, costruite allo scopo di sbarrare la strada verso Bormio a possibili orde di invasori. La val Fraele è conosciuta anche per le due dighe, quella di Cancano e quella di S. Giacomo costruite tra gli anni Quaranta e Cinquanta.

A far la guardia a Valdisotto, invece, il Forte militare di Oga Venini. Eretto a difesa dei principali valichi alpini dell’Alta Valtellina tra il 1908 e il 1914 e che guarda verso le trincee del Passo dello Stelvio.

La Valfurva, in tutta la sua lunghezza, è costellata di bellissime case e monti rurali, in pietra e legno, memoria delle antiche case contadine. A S. Caterina Valfurva, una piccola costruzione all’arrivo della pista Cevedale, ricorda il padiglione ottocentesco dove sgorgava l’akua forta, un’acqua solforosa impregnata di ferro e dal sapore acidulo e piccante.

Tra i simboli di Sondalo, non si possono non citare il Villaggio sanatoriale, oggi Ospedale “Morelli” e il Liberty della Pineta di Sortenna, due edifici sorti negli anni Trenta per la cura delle tubercolosi.