/Tradizioni e cultura

La storia secolare di Bormio e dei paesi limitrofi si riflette e conserva nelle numerose tradizioni popolari, tra passato e futuro.

Ricche di superstizione e leggenda, tale tradizioni furono tramandate di padre in figlio e allietano ancora oggi il territorio durante l’arco dell’anno, conservando il folklore, che da sempre le contraddistingue, e diventando occasione di festa sia per gli abitanti che per i turisti.

L’importanza della cultura contadina

Sia le festività religiose, come i Pasquali, che quelle pagane, come il Carneval di Mat, L’è fora Geneiron e L’è Fora l’Ors de la Tana, Gabinat e il Palio delle Contrade, affondano le proprie radici nella cultura contadina e montana. Rappresentavano infatti nel passato uno sfogo alla dura vita quotidiana di una popolazione legata alla terra, soprattutto alla pastorizia e all’agricoltura, in un ambiente spesso impervio e in un clima sfavorevole.

Passeggiando per il centro storico

Tutto ciò, si inserisce in un ambiente culturale particolarmente vivace. In passato, Bormio era un crocevia obbligato per chi volesse raggiungere il Nord ed il Sud dell’Europa. Molte potenze erano interessate a dominare la Magnifica Terra e, di conseguenza, le sue vie commerciali. Proprio grazie a questa posizione strategica, il bormiese riuscì sempre a rimanere abbastanza autonomo e ricco. Tutto ciò si nota passeggiando tra i vicoli e le viuzze del centro storico, un gioiellino dove resti medievali si mischiano a quelli del XIV-XVI secolo, epoca d’oro del contado. Ne sono riprova gli edifici civili e quelli religiosi e il simbolo del paese, il Kuerc. Immergetevi nell’atmosfera di quella che fu, per settecento anni, una democrazia nel cuore delle Alpi, in cui la modernità ha fatto solo capolinea lasciando intatti scorci e panorami.

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