Costume tipico bormino
/Enogastronomia e artigianato

A Bormio e nei paesi limitrofi, gastronomia ed artigianato si mescolano in quella che è la cultura locale.

Entrambi intrisi di usanze antiche, essi si contraddistinguono come aspetti di un passato a tutt’oggi vivo, come elementi di forte riconoscenza identitaria, attraverso cui gli abitanti si riconoscono, assaporando un gustoso piatto di pizzoccheri o sbirciando nella bottega del calzolaio.

Una cucina dai sapori forti per contrastare il freddo invernale

Una cucina semplice, dal gusto deciso, ispirata ai profumi della montagna. Gli ingredienti principali sono quelli forniti dalla terra, per molti mesi in letargo a causa del lungo inverno. Alimenti genuini e poveri, come il burro, le patate o il grano saraceno, sono la base dei nostri piatti.

Ristoranti ed agriturismi e, durante la bella stagione, sagre e feste alpine sono l’ideale per degustare ed assaggiare i ricchi sapori della valle, tutti preparati secondo le ricette originali. Tra i must della cucina spiccano senza ombra di dubbio i pizzoccheri, ma anche gli sciatt e le manfrigole, senza poi  dimenticare la bresaola e la slinziga, la polenta taragna e la cacciagione, i formaggi, la bisciöla e il miele che si sposano a meraviglia con i vini della Valtellina e con gli amari locali.

Terra di falegnami, fabbri e ciabattini

L’utilizzo delle materie prime fornite dalla natura e dalla montagna è alla base dell’artigianato di Bormio. Il legno, la pietra, il ferro, il cuoio e la lana per la creazione dei pezzotti, sono solo alcuni degli elementi che si intrecciano per creare opere che si tramandano da secoli e, con il tempo, da oggetti di uso comune, sono diventati elementi di arredo e manufatti sempre più ricercati. L’artigianato, in Alta Valtellina, è tipicamente costruito attorno a tre figure fondamentali: il Leñaméjr, il falegname, il Feréjr, il fabbro e lo Sciòber, il calzolaio.